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Lazio, Roma, Roma

Parco archeologico del Colosseo

Piazza Santa Maria Nova, 53
00100 Rome

https://parcocolosseo.it/

Il Parco archeologico del Colosseo è stato istituito nel 2017 come istituto ad autonomia speciale con il compito di provvedere alla tutela e alla valorizzazione dell’area archeologica centrale di Roma.

Il territorio del Parco racchiude sia aree e monumenti di competenza statale - Colosseo, Domus Aurea, Arco di Costantino e Meta Sudans, Foro romano e Palatino - sia in consegna a Roma Capitale - Circo Massimo, Fori imperiali - nonché il patrimonio ecclesiastico costituito dalle chiese su via dei Fori Imperiali e sul Palatino.

La mission del Parco si declina attraverso una costante educazione alla memoria, nella relazione con un pubblico estremamente variegato e con l’impegno a instaurare un rapporto con le nuove generazioni e la piena accessibilità del patrimonio culturale.

Contenuto digitale

I Restauri del Parco archeologico del Colosseo - La colonna Traiana
“Più lo si contempla [il Foro di Traiano], più sembra un miracolo: chi sale all’Augusto Campidoglio scorge un’opera che è al di sopra del genio umano”.

Così Cassiodoro (Varia, VII, 6) e in effetti da sempre ci si interroga sull’ingegno, la sapienza e il lavoro degli uomini che resero possibile quel mirabile monumento che è la Colonna Traiana, per la cui realizzazione fu cavato il marmo delle Alpi Apuane, furono trasportate tonnellate di blocchi sulle navi marmorarie da Luni al porto di Traiano e poi furono scaricati, movimentati, lavorati e messi in opera i blocchi fino a più di 40 metri di altezza dal suolo.

Questo video ripercorre una parte di questa vicenda, “srotolando” i 200 metri di Storia raccontata sulla Colonna, in occasione delle campagne daciche condotte tra il 101 e il 106 d.C. I lavori di restauro in programma sul basamento che in antico doveva ospitare le ceneri dell’imperatore e forse della moglie Plotina sono stati l’occasione per realizzare un modello digitale della Colonna e poter così fruire, finalmente da vicino, di quel testo istoriato che ha reso eterne le gesta dell’Imperatore Traiano.

I lavori di restauro del basamento sono diretti da Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro con Angelica Pujia, Antonella Rotondi e Alessandro Lugari. Il rilievo e le riprese da drone della Colonna sono della società Di Lieto & C. srl e Aeropix - Aerial Imaging & Survey. Editing video di Mario Cristofaro.

Gratuito

Famiglie, Adulti, Scuole

Contenuto digitale

I Restauri del Parco archeologico del Colosseo - Il Tempio di Vesta nel Foro Romano
È uno dei più antichi luoghi di culto dell’area del Foro Romano.

Al suo interno era custodito il “fuoco sacro dello Stato” che doveva rimanere sempre acceso. Per questa importante funzione, esattamente come le capanne che costituirono il primo abitato della città sul Palatino nell'età del Ferro e che custodivano il focolare domestico, aveva forma circolare e una copertura con foro centrale che permetteva la fuoriuscita del fumo. A sorvegliare il fuoco erano preposte le Vestali, l’unico sacerdozio femminile di Roma.

Stiamo ovviamente parlando del Tempio di Vesta al Foro Romano che nel corso dei secoli, proprio per la presenza del fuoco, subì numerosi incendi e distruzioni. Uno degli ultimi fu quello del 191 d.C. cui seguì il restauro ad opera di Giulia Domna, moglie dell’imperatore Settimio Severo. Dopo l’abolizione dei culti pagani da parte dell’imperatore Teodosio I nel 391-392 d.C. il sacro fuoco venne spento e l’ordine delle Vestali venne sciolto. Seguì un periodo di abbandono e poi di spoliazioni, particolarmente pesanti nel corso del 1500.

Oggi il Tempio che ammiriamo è il frutto di una ricostruzione “più scenografica che filologica” operata nel 1930 da Alfonso Bartoli a partire da un modello in gesso in scala reale. Tutto questo e molto altro sarà presto disponibile nella nuova pannellistica di cantiere pronta per raccontare la storia e il restauro del Tempio che il PArCo ha in programma a partire dal mese di giugno.

Il Gruppo di lavoro per il restauro del Tempio di Vesta è coordinato e diretto da Federica Rinaldi e Maria Maddalena Scoccianti con Angelica Pujia, Maria Bartoli e Giulia Giovanetti. La grafica di cantiere è opera di Marika Cirigliano e Simonetta Massimi. Il rilievo del Tempio è della società NADIR. Editing video di Mario Cristofaro

Gratuito

Famiglie, Adulti, Scuole

Contenuto digitale

I Restauri del Parco archeologico del Colosseo - L'Arco di Tito
L'Arco di Tito fu costruito, sul percorso della processione trionfale, per commemorare il secondo imperatore della dinastia flavia e la vittoria dei Romani nella Guerra Giudaica, narrata nei rilievi con il saccheggio della città di Gerusalemme.

Nel video realizzato in occasione del restauro del monumento vediamo attorno all’Arco di Tito un “ragno”: è questo il nome con cui in gergo tecnico gli specialisti chiamano il braccio elevatore, utilizzato nei lavori di restauro che hanno interessato l'Arco.

Le operazioni di restauro sono intervenute sulle differenti superfici: le parti antiche in marmo pentelico e il travertino integrato nel XIX secolo nel celebre restauro di Valadier.

Responsabili del progetto: Archeologa Federica RinaldiArchitetto Cristina Collettini.

Gratuito

Famiglie, Adulti, Scuole

Contenuto digitale

Memory game: “Scopri” Romolo e il suo mondo!
Un gioco per scoprire la storia di Romolo e Remo e la fondazione mitica della città di Roma sul Palatino divertendosi.

Gira le carte e trova le giuste coppie. In basso, troverai anche il conta-mosse e il cronometro, per sfidare ogni volta te stesso e i tuoi amici!

Gioco a cura di Andrea Schiappelli, disegni originali di Silvio Costa. Traduzione Inglese di Francesca Pandolfi. Applicazione : H5P.

Gratuito

Bambini, Famiglie, Scuole

Scuole :

Scuole dell’infanzia, Elementari, Medie

Contenuto digitale

Enigmistica: “Le piante intrecciate”
Un gioco da fare on line per allenare la vostra memoria, testare le vostre abilità, mettendo alla prova anche la vostra conoscenza del PArCo.

Questo gioco permetterà di conoscere le piante del PArCo: dall'acanto, che ispira le decorazioni architettoniche del periodo classico, a tante altre specie.

Trova i nomi delle piante del PArCo nello schema: possono essere scritte in tutti i sensi, anche in diagonale. In basso, troverai il cronometro che misura la tua prova! E ogni volta che giochi, il computer rigenera un nuovo schema con le stesse parole e la sfida al tempo si rinnova!

Gioco a cura di Elena Ferrari e Andrea Schiappelli. Traduzione Inglese di Francesca Pandolfi. Applicazione : H5P.

Gratuito

Bambini, Famiglie, Scuole

Scuole :

Scuole dell’infanzia, Elementari, Medie

Contenuto digitale

Promo APP You and the Colosseum
In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia, nell’ottica quindi dell’Accessibilità per Tutti, il Parco presenta in anteprima una nuova App gratuita che dal prossimo autunno accompagnerà i visitatori in un viaggio alla scoperta del patrimonio del Parco nel segno del Design for All.

La nuova App con testi e videoclip in 9 lingue, audioguide in Italiano e Inglese, video guide in LIS e ASL, audiodescrizioni per non vedenti e contenuti per bambini in Italiano ed Inglese, accoglierà il pubblico in una visita del PArCo pensata per tutti.

Ruschena's Projects A cura di Giulia Giovanetti, Paola Quaranta, Federica Rinaldi, Andrea Schiappelli.

Gratuito

Qualunque pubblico

Contenuto digitale

Il restauro del mosaico della cd. ‘Dama di Cartagine’. La parola ai professionisti del PArCo
Il PArCo propone in anteprima per Giornate Europee dell'Archeologia 2020 un video sul restauro appena concluso del mosaico della cd. “Dama di Cartagine”, già in prestito dal Museo Nazionale di Cartagine per la mostra “Carthago. Il mito immortale”, svoltasi tra 2019 e 2020.

I restauratori del PArCo ci guideranno alla scoperta delle delicate fasi operative di intervento su una preziosa opera tardoantica che testimonia il fiorire della cultura figurativa nel VI secolo nell’Africa bizantina riconquistata ai Vandali.

Restauratori Alessandro Lugari con Angelica Pujia e Francesca MontozziArcheologa Federica RinaldiVideo Mario CristofaroTraduzione Ryan Audinocon Giulia Giovanetti.

Gratuito

Famiglie, Adulti, Scuole

Scuole :

Superiori

Contenuto digitale

La “casa di Augusto” nello sguardo di Giulia
Uno sguardo nuovo su un monumento antico. Una poesia per ritrovare la quotidianità di luoghi dove ora abita la storia, ma dove un tempo vissero uomini e donne, con le loro emozioni, le gioie, i dolori.

Con questo breve video vogliamo portarvi nella casa di Augusto, uno dei monumenti più noti del Parco archeologico del Colosseo, famosa per la sua decorazione pittorica, e mostrarvela con gli occhi di una donna che vi nacque e vi abitò: Giulia, unica figlia dell’imperatore, donna bella ed intelligente, raffinata e ribelle.

La sua vita non fu facile: il giorno stesso della sua nascita il padre ripudiò la madre, Sempronia, per sposare Livia Drusilla, la matrigna con cui Giulia visse la sua infanzia. Ancora quasi bambina fu data in sposa per matrimoni politici, dapprima con il cugino Marcello, poi con il più anziano generale Agrippa, infine, dopo la sua morte, con il fratellastro Tiberio, futuro imperatore, per cui Giulia aveva una calda antipatia. Non si ribellò alle decisioni del padre, ma si mantenne indipendente ed autonoma nelle azioni e nel pensiero, al punto di aderire, si pensa, a correnti politiche avverse all’imperatore. Fu questo, probabilmente, e non l’accusa di adulterio, ad essere la vera causa del suo esilio nella piccola isola di Ventotene, dove fu relegata a 37 anni. Solo 5 anni dopo, anche su pressione del popolo di Roma, che sempre l’aveva amata, l’esilio fu mitigato e Giulia potè spostarsi sulla terraferma, a Reggio Calabria, dove mori [F. Boldrighini].

Video Mario Cristofaro, Voce Giulia Galassi. Giulia recita brani della poesia “Io, figlia di Augusto” di Josè Minervini da “Le donne di Augusto“ di Marisa Ranieri Panetta, Electa, Milano 2014.

Gratuito

Qualunque pubblico

Contenuto digitale

La casa di Livia, una matrona al potere
Sappiamo dagli scavi condotti sul colle Palatino che le residenze di Augusto sul colle Palatino non si limitavano alla cosiddetta “casa di Augusto” ma si estendevano ad altri edifici, ad essa collegati.

Uno di questi fu la “casa di Livia”, della cui proprietà siamo certi grazie al rinvenimento di una “fistula aquaria”, una conduttura dell’acqua con iscritto appunto il nome di Livia, terza moglie di Augusto, che visse accanto a lui per oltre 50 anni.

Di nobile famiglia, affascinante ed intelligente, Livia, a differenza e forse anche in contrapposizione con Giulia, la figlia di Augusto, volle sempre incarnare agli occhi del mondo tutte le virtù della matrona romana: dignitosa, parsimoniosa, dedita alla casa. La sua influenza sul marito, che l’amò e la rispettò sempre molto, fu tuttavia notevole anche dal punto di vista politico. Le fonti narrano di come abbia organizzato per mezzo secolo la successione alla guida dell’Impero di suo figlio Tiberio, nato dal suo primo matrimonio, i cui rivali morirono tutti, sistematicamente, in giovane età. Non sapremo mai se Livia abbia davvero avuto un ruolo, come una parte degli storici antichi sembra suggerire, in queste morti precoci. Ci restano di lei questi ambienti dipinti con raffinatezza, in cui nel video allegato abbiamo voluto far risuonare la sua voce [F. Boldrighini].

Video Mario Cristofaro, Voce Giulia Galassi. Brano tratto da “Il giardino di Livia“ di Josè Minervini da “Le donne di Augusto“ di Marisa Ranieri Panetta, Electa, Milano 2014.

Gratuito

Qualunque pubblico

Lombardia, Brescia, Sirmione e Desenzano del Garda

Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione/Villa Romana e Antiquarium

Grotte di Catullo e Museo archeologico di Sirmione - Piazza Orti Manara
Villa Romana di Desenzano del Garda - Via Crocefisso 22

https://musei.lombardia.beniculturali.it/

L’area archeologica comprende i resti della vasta e lussuosa villa romana nota dal Rinascimento come “Grotte di Catullo” e risalente all’epoca augustea (fine I sec a.C. – inizi I sec d.C.).
All’interno dell’area archeologica si trova anche un Museo, in cui sono raccolti reperti più antichi rinvenuti nella penisola di Sirmione.
L’area archeologica della Villa Romana di Desenzano è invece una delle più importanti villae tardo antiche dell’Italia settentrionale.
I reperti più significativi rinvenuti nell’area trovano posto nelle tre sale espositive dell’Antiquarium, costruito al suo interno.

Contenuto digitale

Il ruolo dell’acqua nella luxuria romana
Marco Terenzio Varrone, letterato romano, lamentava nelle sue Satire menippee il voluttuario utilizzo dell’acqua nelle domus tardo-repubblicane. Nel mondo romano l’acqua serviva quindi soltanto per decorare i monumentali ninfei di queste sontuose abitazioni, come quello della Villa Romana di Desenzano? O forse l’acqua aveva anche uno scopo funzionale legato alla produttività delle ville rustiche? E le cisterne? A che cosa servivano le enormi cisterne che ancora oggi possiamo vedere alle Grotte di Catullo?

Gratuito

Sabato 19 giugno de 15:00 à 16:30

Qualunque pubblico

Lombardia, Pavie, Vigevano

Museo Archeologico Nazionale della Lomellina

Piazza Ducale 20

https://musei.lombardia.beniculturali.it/

Il Museo Archeologico Nazionale della Lomellina raccoglie reperti archeologici di diverse epoche provenienti dal territorio lomellino, all’interno dei suggestivi spazi del Castello Sforzesco di Vigevano.

Esposizione

Specchio delle mie brame...bellezza e vanità nel mondo antico
L’ultima sala del Museo si apre al pubblico, presentando al proprio interno alcuni oggetti d’ornamento, maschili e femminili, dall’età del bronzo a quella tardo romana. Spilloni, fibule, collane, anelli, bracciali, insieme agli strumenti utilizzati nella cura personale, per l’igiene del corpo e la bellezza del viso: specchi e porta profumi delle varie forme, pettini, rasoi, cesoie, pinzette depilatori narreranno ai visitatori tutto ciò che serviva per farsi belli.
L’esposizione ci parla anche delle tecniche di filatura e tessitura per realizzare le vesti: un’attività testimoniata da pesi da telaio, rocchetti, fusi e fusaiole, aghi, ma anche dalle impronte dei tessuti sugli oggetti metallici con approfondimenti riguardanti il tipo di tessuto e i particolari della lavorazione.
All’interno dell’esposizione sono presentati beni che ci illustrano molti aspetti della vita quotidiana dei nostri antenati e soprattutto ci permettono di conoscere anche i loro gusti e di immaginare il loro uso. La scansione di alcuni riti quotidiani: il desiderio della bellezza, in fondo, non ha epoca.

Gratuito

Sabato 19 giugno de 09:00 à 14:00 Venerdì 18 giugno de 09:00 à 14:00

Qualunque pubblico