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  • Emilia-Romagna
16 risultati
Emilia-Romagna, Bologna, Bologna

Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

via Belle Arti 52, Bologna

http://www.archeobologna.beniculturali.it/

La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara non rinuncia a festeggiare l’archeologia e propone video di indagini archeologiche dirette nei territori di competenza (Cattedrale di Reggio Emilia - scavi e restauro dei mosaici di una preesistente domus, Ospitale di Colombaro di Formigine-MO, Pieve di San Venanzio presso Coccanile, Fraz. di Copparo-FE), la prima valorizzazione del teatro romano di Bologna, attualmente in fase di riprogettazione, e due mostre già concluse (On the Road, via Emilia 187 a.C.-2017, Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, 25 novembre-1 luglio 2018; Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia, Bologna, Museo Civico Medievale, 17 febbraio-17 giugno 2018).

Offerta digitale - Tour virtuali

On the road – Via Emilia 187 a.C. - 2017 (Musei Civici di Reggio Emilia, 25.11.2017-01.07.2018)
La mostra, curata da Luigi Malnati e Roberto Macellari, su allestimento dell’arch. Italo Rota, è stata promossa dal Segretariato regionale del ministero dei Beni e delle Attività culturali e Turismo, dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, ed i Musei Civici di Reggio Emilia. La via Aemilia, costruita dal console Marco Emilio Lepido nel 187 a.C. tra Piacenza e Rimini, segnò il confine fra l'Italia romana e un nord abitato da popolazioni “altre”, ma presto diventò anche l'asse portante delle comunicazioni padane, oltre che il collante di genti parlanti lingue e portatrici di culture diverse. La mostra riuniva più di 400 reperti e presentava un focus sulla città di Reggio Emilia, antica Regium Lepidi, unica città che conserva nel proprio il nome del console che costruì la strada, e che viene percorsa dal decurione del filmato. Collegate a On the road si sono tenute altre esposizioni come quella presso il Credito Emiliano, Regium Lepidi underground, dove ancora oggi sono visibili strutture e reperti di epoca romana; ed Ego sum via. Via Aemilia, Via Christi, presso il Museo Diocesano, sulla diffusione del primo cristianesimo lungo la strada.

Gratuito

Qualunque pubblico

Accessibilità

Difficoltà motorie/sedie a rotelle

Offerta digitale - Tour virtuali

Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia (Museo Civico Medievale di Bologna, 17.02.2018-17.06.2018)
La mostra, promossa dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, è stata curata da Sauro Gelichi e da Luigi Malnati. L’iniziativa consente di viaggiare nell’arco di un Millennio (dal IV secolo agli inizi del Trecento) in una regione in cui ancora oggi sono profondamente radicati i confini fisici e gastronomici tra Emilia longobarda e Romagna bizantina. Il racconto si dipana attraverso l’esposizione di oltre 300 reperti, recuperati dalle intense ricerche archeologiche condotte in tutta l’Emilia-Romagna negli ultimi 40 anni, contribuendo alla formazione di un condiviso patrimonio di conoscenze, idee e valori connessi a questo lungo e complesso percorso storico. Troverete ulteriori informazioni sui temi trattati dalla mostra nella descrizione del video.

Gratuito

Qualunque pubblico

Accessibilità

Difficoltà motorie/sedie a rotelle, Disabilità uditiva

Offerta digitale - Video e podcast online

Il teatro romano di Bologna
Le strutture del teatro Romano di Bologna sono emerse in occasione di lavori di ristrutturazione di un palazzo del centro cittadino. La valorizzazione del teatro si collega alla destinazione commerciale dell’edificio che li ospita. Il filmato offre una visione della prima destinazione commerciale dell’edificio (metà anni ’90); oggi è in fase di elaborazione un nuovo progetto che prevede una maggiore integrazione tra le attività commerciali e l’apporto culturale del manufatto antico.
Troverete ulteriori informazioni sul teatro e sulla sua storia nella descrizione del video.

Gratuito

Qualunque pubblico

Accessibilità

Difficoltà motorie/sedie a rotelle, Disabilità uditiva

Offerta digitale - Video e podcast online

Tesserae versicolores. Il mosaico tardo-romano dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta di Reggio Emilia
L’area della Cattedrale e del Palazzo Vescovile corrispondeva in età romana a due isolati centrali di Regium Lepidi che dovevano collocarsi in prossimità del foro.
Nella prima età imperiale questi erano occupati da alcuni edifici variamente articolati, ma, tra l’ultimo quarto del III e il IV secolo d.C., venne attuata una imponente ristrutturazione, frutto di un progetto unitario di costruzione di un edificio, esteso forse per un intero isolato e affacciantesi sul limite occidentale dell’area forense. Di questo complesso edilizio è stato rinvenuto un pavimento a mosaico che doveva appartenere all’ambiente più importante della domus e di cui il video mostra la scoperta ed il restauro.
Per capire il significato delle splendide raffigurazioni del mosaico leggete la descrizione del video.

Gratuito

Qualunque pubblico

Accessibilità

Difficoltà motorie/sedie a rotelle, Disabilità uditiva

Offerta digitale - Video e podcast online

Il monastero-ospitale di Colombaro (Formigine, MO)
Nell'ottobre 2017 sono terminate le indagini archeologiche a Colombaro di Formigine, nell’area di pertinenza comunale adiacente alla Chiesa di S. Giacomo Maggiore.
Gli scavi hanno individuato un grande complesso architettonico risalente al XII-XIII secolo (riferibile all’antico monastero-ospitale di Colombaro) di cui sono riusciti a evidenziare la planimetria pressoché completa.
Troverete ulteriori informazioni sugli scavi e sull'ospitale nella descrizione del video.

Gratuito

Qualunque pubblico

Accessibilità

Difficoltà motorie/sedie a rotelle, Disabilità uditiva

Offerta digitale - Video e podcast online

La pieve di S. Venanzio nei pressi di Coccanile di Copparo (FE)
Nel letto del canale Naviglio nei pressi di Coccanile, fraz. di Copparo (FE), sono venuti alla luce i resti di una delle più antiche pievi del territorio di Ferrara, databile al VI-VII secolo, e della necropoli ad essa associata.

Gratuito

Qualunque pubblico

Accessibilità

Difficoltà motorie/sedie a rotelle, Disabilità uditiva

Emilia-Romagna, Bologna, Marzabotto

Museo Nazionale Etrusco «Pompeo Aria» e area archeologica di Kainua

Via Porrettana Sud, 13

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-etrusco-pompeo-aria-e-

L’area archeologica dà la possibilità di vivere l’ambiente di una fiorente città etrusca: Kainua, che sorgeva nel V sec. a.C. nella valle del fiume Reno, lungo un’importante direttrice commerciale che collegava l’Etruria tirrenica e le città etrusche della pianura Padana.
La città mostra un impianto regolare, che ha le sue origini nella religione etrusca, i templi di Tinia e Uni (i maggiori tra le divinità etrusche), l’area sacra dell’acropoli, abitazioni e aree produttive. All’esterno della città, ai lati delle vie che la raggiungevano da Felsina (Bologna) e dall’Appennino, sorgevano due aree sepolcrali. I segnacoli, le strutture e i corredi funerari sono ancora oggi visibili nell’area archeologica e in Museo, assieme ai reperti della vita quotidiana e ad altri reperti.

Offerta digitale - Video e podcast online

Museo Nazionale Etrusco «Pompeo Aria» e area archeologica di Kainua
Un video per scoprire l’area archeologica di Kainua

Gratuito

Domenica 21 giugno de 07:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 07:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 07:00 à 23:00

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Bologna, Marzabotto

Museo Nazionale Etrusco «Pompeo Aria» e area archeologica di Kainua

Via Porrettana Sud, 13

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-etrusco-pompeo-aria-e-ar

L’area archeologica dà la possibilità di vivere l’ambiente di una fiorente città etrusca: Kainua, che sorgeva nel V sec. a.C. nella valle del fiume Reno, lungo un’importante direttrice commerciale che collegava l’Etruria tirrenica e le città etrusche della pianura Padana.
La città mostra un impianto regolare, che ha le sue origini nella religione etrusca, i templi di Tinia e Uni (i maggiori tra le divinità etrusche), l’area sacra dell’acropoli, abitazioni e aree produttive. All’esterno della città, ai lati delle vie che la raggiungevano da Felsina (Bologna) e dall’Appennino, sorgevano due aree sepolcrali.

Offerta digitale - Video e podcast online

L' Università di Bologna a Marzabotto
Dal 1988 la Cattedra di Etruscologia di Bologna svolge indagini archeologiche a Marzabotto. Della città, fondata negli ultimi decenni del VI secolo e decaduta per effetto dell’occupazione gallica nel corso del IV sec. a.C., si conoscono l’impianto urbanistico, i quartieri abitativi, i templi, le strutture artigianali e le necropoli.

Dopo avere portato alla luce un’intera abitazione, gli scavi dell’Università di Bologna hanno interessato un’area sacra compresa nel tessuto urbano, all’interno di una regolare insula, che ospitava un monumentale tempio periptero dedicato a Tinia, il sommo dio degli Etruschi (R. I, 5). A nord del tempio si è potuto indagare un quartiere connesso alla vita del santuario. Dal 2013 si è avviata una nuova attività di ricerca sul campo, all’interno della Regio I, insulae 4a-4b, nell’area attigua al tempio urbano, finalizzata a risolvere diversi quesiti che ancora gravano sull’urbanistica della città. L’eccezionale rinvenimento di un tempio di tipo tuscanico databile attorno al 500 a.C. tra il 2014 e il 2015 in questa area hanno portato a formulare una strategia di indagine volta in questi anni a conoscerne il recinto sacro di pertinenza e la sua relazione con l’impianto urbano della città fondata.

Al progetto di ricerca incentrato sull’urbanistica e sull’architettura, si affianca un’intensa attività di studio sulla produzione artigianale, in primo luogo quella ceramica con ricerche anche nel campo archeometrico grazie alla collaborazione del BiGeA (prof. Roberto Braga), e dal 2014 studi nel campo dell’Archeologia digitale finalizzate ala ricostruzione della città con fini di ricerca e di disseminazione in collaborazione con il SILAB del Dipartimento di Architettura (prof. Simone Garagnani).

Gratuito

Domenica 21 giugno de 08:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 08:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 08:00 à 23:00

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Ferrara, Portomaggiore

Delizia Estense del Verginese

via Verginese 56, 44015 frazione Gambulaga, Portomaggiore (FE)

http://www.atlantide.net/amaparco/delizia-estense-del-verginese/

Antica dimora di svago della famiglia d’Este, riconosciuta dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, la Delizia Estense del Verginese, risalente al XVI sec., è oggi una delle poche Delizie che testimoniano nel territorio ferrarese la grandezza e l’importanza dei signori di Ferrara. Regalata da Alfonso I d’Este a Laura Dianti, si presenta come un castelletto ornato di merli e circondato da un magnifico giardino, il Brolo.
Al suo interno si può ammirare la mostra permanente: “Mors Inmatura”, esposizione di reperti archeologici di epoca romana provenienti da una piccola necropoli datata tra il I e il II sec. d.C., rinvenuta a poca distanza dalla Delizia, che racconta la storia, la vita quotidiana e le attività economiche di una famiglia in questo angolo di Impero Romano.

Visita guidata

Mors Inmatura
Visita guidata alla mostra archeologica “Mors Inmatura“ conservata all'interno della Delizia: necropoli romana datata al I e II sec. d.C. Attraverso i materiali esposti si ricostruirà la storia e la vita quotidiana della famiglia che ne era proprietaria, i Fadieni.
Prenotazione obbligatoria

3.00 €

Domenica 21 giugno de 15:30 à 16:30 (prenotazione obbligatoria)

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Ferrara, Codigoro

Abbazia di Pomposa e Museo Pomposiano

VIA POMPOSA CENTRO 12

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/abbazia-di-pomposa-e-museo-pomposiano

A circa 50 km da Ferrara e a 20 km da Comacchio, sorge Pomposa, antico monastero benedettino comprendente oggi la Chiesa di S. Maria con l'Atrio, il Campanile romanico, la Sala del Capitolo, la Sala Stilate, il Refettorio, il Museo Pomposiano (ex dormitorio dei monaci) ed il Palazzo della Ragione. Il Complesso ospitò, nel Medioevo, un centro di spiritualità e cultura tra i più importanti al mondo. Con San Guido, abate di Pomposa dal 1008 al 1046, comincia il periodo più fecondo per l'abbazia benedettina, che sarà visitata da personaggi importanti, come ad esempio Dante Alighieri. Nello stesso periodo fu monaco Guido d'Arezzo,inventore della moderna notazione musicale e artefice di una rivoluzione nel campo dell’insegnamento.

Visita guidata

Visite guidate tematiche all'esterno del complesso abbaziale
Visite guidate tematiche ALL’ESTERNO DEL COMPLESSO ABBAZIALE alla scoperta dei bacini ceramici del Campanile romanico dell'Abbazia di Pomposa e dei misteri d'oriente racchiusi nel suo atrio.
La guida professionista Sig. Menotti Passarella, negli spazi esterni dell’abbazia e del complesso pomposiano (ancora chiusi al pubblico per emergenza covid-19) e con l'uso di un cannocchiale monoculare di ultima generazione, farà scoprire ai fortunati viaggiatori gli elementi figurativi delle ceramiche e dei cotti affissi nella facciata dell’Abbazia e del campanile.

DATA E ORARIO
Venerdì 19 giugno - ore 11.00
Sabato 20 giugno - ore 17.00
Domenica 21 giugno - ore 11.40
5€ Adulti
3€ Ragazzi da 9 a 18 anni
Gratuito fino a 8 anni
PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA
NUMERO CHIUSO
Ufficio IAT Abbazia di Pomposa
0533 719110
iat.pomposa@comune.codigoro.fe.it

5.00 €, Ci sono tariffe scontate

Domenica 21 giugno de 00:00 à 00:00 et de 00:00 à 00:00 (Venerdì 19 giugno - ore 11.00 Sabato 20 giugno - ore 17.00 Domenica 21 giugno - ore 11.40)Sabato 20 giugno de 00:00 à 00:00 et de 00:00 à 00:00 (Venerdì 19 giugno - ore 11.00 Sabato 20 giugno - ore 17.00 Domenica 21 giugno - ore 11.40)Venerdì 19 giugno de 00:00 à 00:00 et de 00:00 à 00:00 (Venerdì 19 giugno - ore 11.00 Sabato 20 giugno - ore 17.00 Domenica 21 giugno - ore 11.40)

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Ferrara, Ferrara

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

via XX Settembre 122

http://www.archeoferrara.beniculturali.it

Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara è situato all’interno di Palazzo Costabili, splendida residenza cinquecentesca opera di Biagio Rossetti ed espone i reperti provenienti dalla città etrusca di Spina, uno dei più fiorenti porti commerciali del Mediterraneo. Al piano terra si visitano le sezioni dedicate all’abitato di Spina, ai culti e alle divinità onorate dalla sua popolazione, alla scrittura e alle lingue parlate in questo centro che può definirsi multiculturale. Al piano nobile si trova una scelta dei corredi tombali più significativi provenienti dalla necropoli, organizzati in senso cronologico per cogliere la storia e l’evoluzione di Spina.

Offerta digitale - Video e podcast online

Video della Direzione Generale Musei sul Museo Archeologico Nazionale di Ferrara
Esplorate Palazzo Costabili e le meraviglie archeologiche in esso contenute: dai manufatti dell’abitato alle ambre e ori della necropoli con uno sguardo ai tesori nei magazzini.

Gratuito

Domenica 21 giugno de 08:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 08:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 08:00 à 23:00

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Ferrara, Ferrara

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

via XX Settembre 122

http://www.archeoferrara.beniculturali.it

Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara è situato all’interno di Palazzo Costabili, splendida residenza cinquecentesca opera di Biagio Rossetti ed espone i reperti provenienti dalla città etrusca di Spina, uno dei più fiorenti porti commerciali del Mediterraneo. Al piano terra si visitano le sezioni dedicate all’abitato di Spina, ai culti e alle divinità onorate dalla sua popolazione, alla scrittura e alle lingue parlate in questo centro che può definirsi multiculturale. Al piano nobile si trova una scelta dei corredi tombali più significativi provenienti dalla necropoli, organizzati in senso cronologico per cogliere la storia e l’evoluzione di Spina.

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Video: Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara in breve
Un video ci racconta in breve le bellezze nascoste all'interno del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara.

Gratuito

Domenica 21 giugno de 08:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 08:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 08:00 à 23:00

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Ferrara, Ferrara

Museo Archeologico Nazionale di Ferrara

via XX Settembre 122

http://www.archeoferrara.beniculturali.it

Il Museo Archeologico Nazionale di Ferrara è situato all’interno di Palazzo Costabili, splendida residenza cinquecentesca opera di Biagio Rossetti ed espone i reperti provenienti dalla città etrusca di Spina, uno dei più fiorenti porti commerciali del Mediterraneo. Al piano terra si visitano le sezioni dedicate all’abitato di Spina, ai culti e alle divinità onorate dalla sua popolazione, alla scrittura e alle lingue parlate in questo centro che può definirsi multiculturale. Al piano nobile si trova una scelta dei corredi tombali più significativi provenienti dalla necropoli, organizzati in senso cronologico per cogliere la storia e l’evoluzione di Spina.

Offerta digitale - Tour virtuali

Visita virtuale attraverso le sale del museo con Google Street View
Un modo sicuro per visitare le bellezze del Museo Archeologico di Ferrara comodamente da casa

Gratuito

Domenica 21 giugno de 08:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 08:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 08:00 à 23:00

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Forlì-Cesena, Forlì

Fumettoteca Alessandro Callegati "Calle”

51 via Eugenio Curiel 47121 Forlì FC

https://www.fanzineitaliane.it/fumettoteca

La Fumettoteca Regionale, unica autonoma in Emilia-Romagna, intitolata ad Alessandro Callegati “Calle”, è la biblioteca dei fumetti con sede a Forlì. Al suo interno vi si trovano circa 18.000 documenti fumettistici, che possono essere consultati in loco o, in alcuni casi, dati in prestito. Esclusivo frutto di donazioni, fra cui si distingue la cospicua collezione di Alessandro Callegati, generosamente offerta dalla Famiglia. “Calle” è stato un pioniere, grande appassionato di fumetti, che negli anni Ottanta, a Forlì, aveva raccolto intorno a sé un gruppo di giovani disegnatori, alcuni dei quali in seguito diventati stimati professionisti. La Fumettoteca costituisce un punto di riferimento per gli appassionati del territorio e promuove iniziative ed eventi legati al mondo del fumetto.

Offerta digitale - Collezioni digitali

Archeologia+Fumettistica: Archeofumettologia!
Nelle Giornate Europee dell'Archeologia 2020, la Fumettoteca Alessandro Callegati “Calle” presenta una proposta online legate al mondo dell'archeologia e del fumetto per sensibilizzare e avvicinare il pubblico a l'archeologia.
La proposta è una esposizione virtuale, da visionare sul sito, il tutto rivolto ai due ambiti affrontati; l'archeologia e il medium fumettistico.
Archeologia+Fumetto: Archeofumettologia! Innovativa ed interessante, propone per l'anno in corso uno Special dedicato ai Faraoni, Piramidi e Mummie attraverso alcune strabilianti storie di grandi autori e ancor più grandi personaggi ispirati a l'archeologia e ai misteri legati al mondo archeologico egiziano. I disneyani Topolino, Paperino, Pippo, ecc., i bonelliani Tex, Martin Mystère, Dylan Dog, Zagor, ecc., e poi Blake & Mortimer, Tintin, Diabolik, Kriminal, Alan Ford, l'Uomo Mascherato, Rat-Man, e tanti, tantissimi altri che nel fumetto si sono misurati col noto tema dell’archeologia, i segreti e le paure egiziane.

Gratuito

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Forlì-Cesena, Sarsina

Museo Archeologico Nazionale di Sarsina

Via Cesio Sabino, 39

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/museo-archeologico-nazionale-di-sarsina

Il Museo racconta la storia della Valle del Savio dalla preistoria al Medioevo. Lungo le sale del Museo, in particolare, si scoprono le vicende della città romana di Sassina - oggi Sarsina, quando la Valle del Savio era un’importante via di comunicazione tra la pianura Padana e Roma. Si possono ammirare i monumenti funerari della necropoli di Pian di Bezzo, alcuni dei quali raggiungevano altezze comprese tra i 10 e i 15 metri; i corredi funerari posti all’interno delle sepolture; i mosaici delle più ricche abitazioni della Sassina; le statue di culto e i monumenti pubblici della città.

Offerta digitale - Video e podcast online

Museo Archeologico Nazionale di Sarsina
Un video per scoprire il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina, che conserva i reperti della città romana di Sassina.

Gratuito

Domenica 21 giugno de 07:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 07:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 07:00 à 23:00

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Modena, Montale Rangone

Tour virtuale del Parco della Terramara di Montale

Via Vandelli
Statale 12 – Nuova Estense
41050 Montale Rangone MO
Italy

http://www.parcomontale.it/it

Parco Archeologico della Terramara di Montale e Museo all'aperto.

Gli scavi nella collina di Montale hanno portato alla luce i resti di una terramara visitabile in uno spazio museale attrezzato. Le Terramare sono villaggi costruiti in Emilia e nella zona centrale della Pianura Padana intorno alla metà del secondo millennio a.C. Nel museo all'aperto, una parte del villaggio è stata ricostruita con un fossato, un terrapieno e due case arredate con ceramiche, utensili, armi e vestiti che riproducono fedelmente gli originali di 3500 anni fa.

Offerta digitale - Tour virtuali

VIRTUAL TOUR TERRAMARA DI MONTALE
Parco archeologico e Museo all’aperto Terramara di Montale.
Gli scavi nella collinetta di Montale hanno portato in luce i resti di una terramara visitabili in uno spazio museale attrezzato.

Le terramare sono villaggi sorti in Emilia e nella zona centrale della pianura padana attorno alla metà del II millennio a.C.

Nel museo all’aperto è stata ricostruita una parte del villaggio con fossato, terrapieno e due case arredate con vasellame, utensili, armi e vestiti che riproducono fedelmente gli originali di 3500 anni fa
Emilia-Romagna, Piacenza, Lugagnano Val D'arda

Area archeologica e antiquarium di Veleia Romana

Strada provinciale, 14

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/area-archeologica-di-veleia-romana

L’area archeologica permette di immergersi nella città romana di Veleia, fondata a metà circa del II sec. a.C. sull’Appennino alle spalle della colonia di Piacenza. Il territorio, scelto per la presenza di sorgenti di acque cloruro-sodiche oggetto di culto per le loro proprietà terapeutiche, era stato da poco conquistato alla tribù dei liguri Veleiates.
La città è distribuita su una serie di terrazze: vi è il foro di età augusteo-giulio claudia; a monte erano quartieri d’abitazione e un edificio termale. La pieve dedicata a S. Antonino, di età medioevale, occupa probabilmente l’area che anche in antico ospitava un edificio di culto.

Offerta digitale - Video e podcast online

La tessitura a Veleia
La tessitura è un’arte antichissima, utilizzata fin dal Neolitico per creare tessuti. Ma cosa significa tessere? Quali sono gli strumenti che consentono questa attività?
Con il nostro laboratorio potrai costruire un telaio fai da te e realizzare il tuo primo piccolo pezzo di tessuto.
Il laboratorio è stato creato nell'ambito del Veleia Project, un progetto di archeologia partecipata dell'Università degli Studi di Padova.

Gratuito

Domenica 21 giugno de 07:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 07:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 07:00 à 23:00

Bambini, Famiglie, Scuole

Scuole :

Scuole dell’infanzia, Elementari, Medie, Superiori

Emilia-Romagna, Piacenza, Lugagnano Val D'arda

Area archeologica e antiquarium di Veleia Romana

Strada provinciale, 14

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/area-archeologica-di-veleia-romana

L’area archeologica permette di immergersi nella città romana di Veleia, fondata a metà circa del II sec. a.C. sull’Appennino alle spalle della colonia di Piacenza. Il territorio, scelto per la presenza di sorgenti di acque cloruro-sodiche oggetto di culto per le loro proprietà terapeutiche, era stato da poco conquistato alla tribù dei liguri Veleiates.
La città è distribuita su una serie di terrazze: vi è il foro di età augusteo-giulio claudia, chiuso a sud dalla basilica sede del culto imperiale e circondato sugli altri lati da un porticato, su cui si affacciavano botteghe e ambienti pubblici; a monte erano quartieri d’abitazione e un edificio termale. La pieve dedicata a S. Antonino, di età medioevale, occupa probabilmente l’area che anche in antico ospitava un edificio di culto.

Offerta digitale - Video e podcast online

Area archeologica di Veleia romana.
Un video per scoprire l’area archeologica di Veleia romana.

Gratuito

Domenica 21 giugno de 07:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 07:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 07:00 à 23:00

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Piacenza, Lugagnano Val D'arda

Area archeologica e antiquarium di Veleia Romana

Strada provinciale, 14

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/area-archeologica-di-veleia-romana

L’area archeologica permette di immergersi nella città romana di Veleia, fondata a metà circa del II sec. a.C. sull’Appennino alle spalle della colonia di Piacenza. Il territorio, scelto per la presenza di sorgenti di acque cloruro-sodiche oggetto di culto per le loro proprietà terapeutiche, era stato da poco conquistato alla tribù dei liguri Veleiates.
La città è distribuita su una serie di terrazze: vi è il foro di età augusteo-giulio claudia, chiuso a sud dalla basilica sede del culto imperiale e circondato sugli altri lati da un porticato, su cui si affacciavano botteghe e ambienti pubblici; a monte erano quartieri d’abitazione e un edificio termale.

Offerta digitale - Video e podcast online

Archeologia a strati
Un video spiega il lavoro dell'archeologo e come riprodurre a casa un piccolo scavo archeologico. Spesso si sente dire che l’archeologo scava. Ti sei mai chiesto cosa scava?
Questa attività ti mostrerà come lavorano gli archeologi: utilizzando materiali reperibili a casa, capirai come lo scorrere del tempo crei nel terreno una successione di strati, che gli archeologi indagano minuziosamente alla ricerca di indizi per ricostruire la storia dell’uomo.
Il laboratorio è stato creato nell'ambito del Veleia Project, un progetto di archeologia partecipata dell'Università degli Studi di Padova.

Gratuito

Domenica 21 giugno de 07:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 07:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 07:00 à 23:00

Bambini, Famiglie, Scuole

Scuole :

Scuole dell’infanzia, Elementari, Medie, Superiori

Emilia-Romagna, Ravenna, Ravenna

Museo Nazionale di Ravenna

via San Vitale, 17
48121 Ravenna

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/museo-nazionale-di-ravenna

Situato nell’ex monastero di San Vitale, il Museo di Ravenna raccoglie importanti reperti archeologici, tra cui stele sepolcrali ed epigrafi romane, e collezioni di arti minori. Il primo nucleo museale fu costituito nel 1700 da di colti monaci delle grandi abbazie cittadine. Tra i reperti di maggior prestigio si annoverano capitelli in marmo orientale, sarcofagi decorati e altri manufatti di V e VI secolo. I più noti sono quelli provenienti dai monumenti paleocristiani e bizantini Patrimonio Unesco, tra cui le transenne e la croce da San Vitale e la sinopia preparatoria al mosaico di Sant’Apollinare in Classe. Al primo piano sono poi esposti, nell’ordinata architettura benedettina, bronzetti rinascimentali, una ricca raccolta di avori, icone cretesi, ceramiche e maioliche, armi antiche.

Offerta digitale - Tour virtuali

Dalla luce alla terra
I vetri da San Vitale: riscoperta e nuove indagini
Presso la chiesa di S. Vitale in Ravenna vennero rinvenuti, nel 1905 e nel 1930, reperti discoidali in vetro di particolare rarità. Il primo gruppo venne restaurato ed esposto nel Museo sin dal 1921, il secondo è stato solo recentemente rinvenuto nei depositi. Paola Novara, che ha concluso le prime operazioni sui frammenti, presenta la storia di queste rilevanti testimonianze di cultura materiale, troppo a lungo trascurate, e ipotizza utilizzo ed epoca d’uso nella basilica ravennate.

Gratuito

Qualunque pubblico

Emilia-Romagna, Ravenna, Russi

Villa romana di Russi

Via Fiumazzo

https://www.polomusealeemiliaromagna.beniculturali.it/musei/villa-romana-di-russi

Tipica villa urbano-rustica, in età romana erano diffuse in tutte le campagne dell'Emilia-Romagna.
L'aspetto attuale è il risultato di ampliamenti e trasformazioni successive databili tra la tarda età repubblicana (fine II - inizio I secolo a.C.) e la media età imperiale (II secolo d.C.); la sua fortuna è da collegarsi allo stanziamento della flotta imperiale (classis praetoria) a Ravenna, a cui erano probabilmente destinati i prodotti coltivati nel suo vasto podere.
Nell’area archeologica sono oggi visibili sia la pars urbana, con le stanze pavimentate a mosaico utilizzate dalla famiglia del proprietario (dominus) e l’appartamento del suo amministratore (procurator), sia la pars rustica (parte produttiva).

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La Villa Romana di Russi
Un video per scoprire l’area archeologica della Villa romana di Russi.

Gratuito

Domenica 21 giugno de 07:00 à 23:00 Sabato 20 giugno de 07:00 à 23:00 Venerdì 19 giugno de 07:00 à 23:00

Qualunque pubblico