Emilia-Romagna, Bologna, Bologna

Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara. | Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara

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La Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara non rinuncia a festeggiare l’archeologia e propone video di indagini archeologiche dirette nei territori di competenza (Cattedrale di Reggio Emilia - scavi e restauro dei mosaici di una preesistente domus, Ospitale di Colombaro di Formigine-MO, Pieve di San Venanzio presso Coccanile, Fraz. di Copparo-FE), la prima valorizzazione del teatro romano di Bologna, attualmente in fase di riprogettazione, e due mostre già concluse (On the Road, via Emilia 187 a.C.-2017, Reggio Emilia, Palazzo dei Musei, 25 novembre-1 luglio 2018; Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia, Bologna, Museo Civico Medievale, 17 febbraio-17 giugno 2018).

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On the road – Via Emilia 187 a.C. - 2017 (Musei Civici di Reggio Emilia, 25.11.2017-01.07.2018)

La mostra, curata da Luigi Malnati e Roberto Macellari, su allestimento dell’arch. Italo Rota, è stata promossa dal Segretariato regionale del ministero dei Beni e delle Attività culturali e Turismo, dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, ed i Musei Civici di Reggio Emilia. La via Aemilia, costruita dal console Marco Emilio Lepido nel 187 a.C. tra Piacenza e Rimini, segnò il confine fra l'Italia romana e un nord abitato da popolazioni "altre”, ma presto diventò anche l'asse portante delle comunicazioni padane, oltre che il collante di genti parlanti lingue e portatrici di culture diverse. La mostra riuniva più di 400 reperti e presentava un focus sulla città di Reggio Emilia, antica Regium Lepidi, unica città che conserva nel proprio il nome del console che costruì la strada, e che viene percorsa dal decurione del filmato. Collegate a On the road si sono tenute altre esposizioni come quella presso il Credito Emiliano, Regium Lepidi underground, dove ancora oggi sono visibili strutture e reperti di epoca romana; ed Ego sum via. Via Aemilia, Via Christi, presso il Museo Diocesano, sulla diffusione del primo cristianesimo lungo la strada.

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Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia (Museo Civico Medievale di Bologna, 17.02.2018-17.06.2018)

La mostra, promossa dalla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, è stata curata da Sauro Gelichi e da Luigi Malnati. L’iniziativa consente di viaggiare nell’arco di un Millennio (dal IV secolo agli inizi del Trecento) in una regione in cui ancora oggi sono profondamente radicati i confini fisici e gastronomici tra Emilia longobarda e Romagna bizantina. Il racconto si dipana attraverso l’esposizione di oltre 300 reperti, recuperati dalle intense ricerche archeologiche condotte in tutta l’Emilia-Romagna negli ultimi 40 anni, contribuendo alla formazione di un condiviso patrimonio di conoscenze, idee e valori connessi a questo lungo e complesso percorso storico. Troverete ulteriori informazioni sui temi trattati dalla mostra nella descrizione del video.

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Il teatro romano di Bologna

Le strutture del teatro Romano di Bologna sono emerse in occasione di lavori di ristrutturazione di un palazzo del centro cittadino. La valorizzazione del teatro si collega alla destinazione commerciale dell’edificio che li ospita. Il filmato offre una visione della prima destinazione commerciale dell’edificio (metà anni ’90); oggi è in fase di elaborazione un nuovo progetto che prevede una maggiore integrazione tra le attività commerciali e l’apporto culturale del manufatto antico.
Troverete ulteriori informazioni sul teatro e sulla sua storia nella descrizione del video.

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Tesserae versicolores. Il mosaico tardo-romano dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta di Reggio Emilia

L’area della Cattedrale e del Palazzo Vescovile corrispondeva in età romana a due isolati centrali di Regium Lepidi che dovevano collocarsi in prossimità del foro.
Nella prima età imperiale questi erano occupati da alcuni edifici variamente articolati, ma, tra l’ultimo quarto del III e il IV secolo d.C., venne attuata una imponente ristrutturazione, frutto di un progetto unitario di costruzione di un edificio, esteso forse per un intero isolato e affacciantesi sul limite occidentale dell’area forense. Di questo complesso edilizio è stato rinvenuto un pavimento a mosaico che doveva appartenere all’ambiente più importante della domus e di cui il video mostra la scoperta ed il restauro.
Per capire il significato delle splendide raffigurazioni del mosaico leggete la descrizione del video.

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Il monastero-ospitale di Colombaro (Formigine, MO)

Nell'ottobre 2017 sono terminate le indagini archeologiche a Colombaro di Formigine, nell’area di pertinenza comunale adiacente alla Chiesa di S. Giacomo Maggiore.
Gli scavi hanno individuato un grande complesso architettonico risalente al XII-XIII secolo (riferibile all’antico monastero-ospitale di Colombaro) di cui sono riusciti a evidenziare la planimetria pressoché completa.
Troverete ulteriori informazioni sugli scavi e sull'ospitale nella descrizione del video.

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La pieve di S. Venanzio nei pressi di Coccanile di Copparo (FE)

Nel letto del canale Naviglio nei pressi di Coccanile, fraz. di Copparo (FE), sono venuti alla luce i resti di una delle più antiche pievi del territorio di Ferrara, databile al VI-VII secolo, e della necropoli ad essa associata.

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Contatto stampa :

Lara Sabbionesi

sabap-bo.stampa@beniculturali.it

0510569338

  • Reperti dalla tomba 62 della necropoli longobarda di Spilamberto (MO)
  • Il teatro romano di Bologna
  • Scavi davanti alla cattedrale di Reggio Emilia
  • Bologna, Strada Maggiore, particolare dei basoli in trachite sotto il portico odierno
  • Scavi in corso delle strutture medievali del monastero-ospitale di Colombaro (Formigine, MO)

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